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Hotel Punta Licosa - Parco Nazionale del Cilento - Campania

Nel parco nazionale del Cilento, bandiera blu, domina una spettacolare baia dal mare cristallino ed incontaminato. Ideale per chi desidera una vacanza di mare e relax, a breve distanza dalla Costiera Amalfitana.

Parco del Cilento

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, secondo Parco italiano per estensione (181.048 ha), rientra nei limiti amministrativi della Regione Campania e della Provincia di Salerno. La sub-regione del Cilento ha come confini naturali a Nord i fiumi Sele e Tanagro, ad Ovest e Sud-Ovest il mare Tirreno, a Sud il Golfo di Policastro e ad Est è delimitata dal Vallo di Diano e dal fiume Bussento. Esso rappresenta senza dubbio uno dei piu' importanti complessi biogeografici dell'Italia meridionale.

La sua peculiare posizione geografica, le sue coste, i suoi corsi d'acqua, che hanno spesso scavato orridi e gole, i suoi massicci montuosi conferiscono al territorio una variegata orografia che si estrinseca in una notevole varietà e complessità di ambienti che si mostrano già con la duplice natura geologica delle rocce che lo costituiscono.

La prima, quella meno comune del "Flysch del Cilento", ha la sua massima diffusione in corrispondenza del bacino idrografico del Fiume Mento, nei principali monti del Cilento occidentale (M. Centaurino, 1433 m) e sulla costa alta delle Ripe rosse o nel terrazzo marino di Punta Licosa.

La seconda, dominante, calcareo-dolomitica, dà corpo ad un ampio tratto dell' Appennino meridionale (facies di Piattaforma carbonatica ed Unità Alburno-Cervati) con i complessi montuosi del Parco, tutti permeati da maestosi fenomeni carsici, come quelli interni quali degli Albumi (1742 m), il Massiccio del Cervati, imponente gruppo di monti situato nella porzione centro-orientale del Cilento che culmina alla quota di 1898 m, il M. Motola ( 1700 m) e quelli piu' meridionali come il Bulgheria (1225 m) ed il Monte Cocuzzo (1387 m) (Unità di transizione M. Bulgheria, margine interno della Piattaforma). In mezzo al blocco calcareo, inoltre, fioriscono anche alcune vette arenacee come il Monte Sacro o Gelbison (1707m) ed il Monte Stella (113Im).

Un terzo delle coste campane fanno infine da confine, sul Mar Tirreno, al territorio del Parco; la loro morfologia si presenta molto varia con alternanze di splendide spiagge (piu' frequenti nel tratto settentrionale), promontori rocciosi, scogliere ed alte falesie a strapiombo sul mare che delimitano piccole insenature verdi di macchia mediterranea, ginepri e pino d' Aleppo.

La diversa natura geologica del territorio rende molto vario il profilo e l' orografia delle coste che appare piu' dolce a Nord (da Agropoli a Palinuro) e piu' aspro, inaccessibile e selvaggio da Capo Palinuro a Scario, nel settore meridionale. Lungo quest'ultimo tratto, dominato a Sud dallo sprone calcareo-dolomitico del Monte Bulgheria, le abbondanti manifestazioni carsiche hanno aperto innumerevoli grotte, a volte invase dal mare, che ha contribuito a rimodellare la loro originaria struttura impreziosendole con luci, colori, e fenomeni erosivi che rendono unico questo tratto di costa.

Nella Grotta Azzurra di Palinuro, inoltre, sono presenti fenomeni di rifrazione che colorano di un indimenticabile azzurro l'acqua in cui vive una peculiare fauna marina legata a risorgive idrotermali sottomarine di tipo sulfureo.

Tutte le grotte mostrano tracce di frequentazioni preistoriche. Per quanto attiene al clima del territorio sono ancora presenti due "anime", una costiera a forte caratterizzazione mediterranea ed una interna di natura piu' squisitamente montana e sub-montana.

Lungo le coste il clima, mitigato dalla presenza de1 mare che influenza anche alcune aree piu' interne, è dolce; le precipitazioni sono concentrate nel periodo primaverile e tardo autunnale ( piovosità media 980 mm/anno c.a). Le temperature medie annuali si aggirano intorno ai 18° C. ed il periodo estivo è caratterizzato da prolungati periodi di aridità. Le aree interne ed i massicci montuosi sono caratterizzati da precipitazioni di norma molto abbondanti (piovosità medie comprese tra 1200 e 1900 mm/anno ) sempre con massimi invernali-primaverili e minimi concentrati nei mesi di giugno-luglio. Le temperature, soprattutto nelle zone a quote elevate, scendono, nei mesi piu' freddi, frequentemente al disotto di 0° C. e, per le zone di vetta, la temperatura media annua potrebbe attestarsi intorno ai 4,4° C. Molto variabile risulta infine essere la durata e l'intensità del periodo freddo, con temperature medie inferiori a 10°C per quattro mesi l'anno e notevole importanza rivestono le precipitazioni nevose.

Sul Massiccio del Cervati le prime nevicate si hanno, di norma, già nel mese di novembre e sulla vetta dello stesso Cervati la neve si scioglie definitivamente soltanto nel mese di giugno. Qui, in particolari condizioni, essa permane durante tutto l'arco dell'anno come avviene alla Nevera (1783 m) ed in alcune profonde doline all'interno di alcune foreste di faggio (Santangelo et al., 1994).

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